Calvizie comune: maschile o femminile?

Molto spesso al giorno d'oggi si sente parlare, tra una pubblicità e l'altra sui giornali, sui quotidiani, dal parrucchiere o in tv, di un problema molto comune nella popolazione italiana e non: la calvizie.

In molti ormai sanno che la calvizie è in realtà una vera e propria patologia, una condizione di mancanza (sia essa totale o parziale) di capelli, che può colpire allo stesso modo sia il sesso maschile che il sesso femminile, e che con il passare degli anni sta coinvolgendo anche la popolazione più giovane.

Esistono infatti diversi tipi di calvizie, e per questo nel corso degli anni gli studiosi si sono interessati di capire non solo le cause scatenanti di questa patologia in funzione dei diversi stadi di età, ma anche di dare una risposta significativa in fatto di cure per ridare una vita normale a chi soffre di questa patologia.

Di fatto, i ricercatori sono riusciti, prima di tutto, a differenziare la calvizie comune (meglio detta alopecia androgenetica, ovvero la calvizie maschile), dalla calvizie femminile (meglio detta come alopecia androgenetica femminile), e successivamente a definire le terapie e le cure meglio adatte ad ogni situazione.

Per quanto la calvizie sia un problema comune, infatti, è molto importante definire prima di tutto, le cause scatenanti e lo stadio di avanzamento della patologia, per far fronte in maniera significativa e (si spera) definitiva a questa grande forma di disagio.

Non è del tutto corretto, pertanto, differenziare la calvizie femminile da quella maschile, in quanto si presentano entrambi delle ramificazioni della calvizie comune, ovvero quella che affligge la maggior parte della popolazione e che indica la natura ormonale della calvizie; tuttavia, è utile farlo al fine di stabilire delle cure più precise e perciò più efficaci.