L'alopecia iatrogena o da farmaci

Una forma di calvizie meno diffusa ma comunque di entità importante è la cosiddetta alopecia da farmaci, altrimenti chiamata anche alopecia iatrogena, che si presenta soprattutto successivamente all'assunzione di un elemento, chiamato acetato di tallio: questo tipo di alopecia era particolarmente diffusa soprattutto quando si utilizzava questo elemento per la terapia delle tigne del cuoio capelluto, ma poiché l'acetato di tallio è abbastanza reperibile anche oggi, vi possono essere casi di alopecia iatrogena anche nei tempi moderni.

Resta comunque un tipo di calvizie parecchio raro - l'acetato di tallio si trova infatti solo in alcuni ratticidi o può essere assunto volontariamente a scopo di suicidio - ma purtroppo non sempre reversibile: l'alopecia da farmaci è infatti curabile solamente in alcuni casi, come ad esempio il caso in cui l'azione tossica del farmaco o dei farmaci assunti non sia troppo grave, tale da far rientrare la situazione in maniera spontanea dopo la sospensione del farmaco.

I farmaci che contengono la sostanza colpevole di generare l'alopecia iatrogena sono molti, e per questo motivo ricorderemo solo i più comuni, ovvero acido borico, nicotidico e retinoico, l'arsenico, il bismuto, la bleomicina (un farmaco chemioterapico), l'eparina, la morfina, lo iodio, il mercurio, il cloroprofene, il tallio, la dixirazina, e gli androgeni.