Calvizie femminile: l'alopecia postgravidica

Una delle forme più diffuse di alopecia androgenetica femminile è l'alopecia postgravidica, conosciuta anche con il nome di effluvio post parto.

Di cosa si tratta, e quali sono le eventuali differenze con gli altri tipi di calvizie maschile e femminile?

Prima di tutto, per ovvi motivi l'alopecia postgravidica è chiaramente un tipo di calvizie che si riscontra solo in persone di sesso femminile: molte donne, infatti, proprio nell'ultimo trimestre del periodo di gravidanza o subito dopo il parto iniziano a soffrire di calvizie, presentando una caduta di capelli molto intensa ed un diradamento parecchio diffuso.

Generalmente non c'è da preoccuparsi, perché fortunatamente questo tipo di alopecia è reversibile, il che significa che la caduta dei capelli è in questo caso solo temporanea e si risolve in una settimana o poco più, sia in maniera del tutto spontanea che, in alcuni casi più rari, con l'ausilio di specifici trattamenti.

Ma perché succede?

Durante il periodo della gravidanza, gli ormoni femminili sono chiaramente più suscettibili ai cambiamenti repentini: nei primi mesi di gestazione, il livello degli estrogeni della donna cresce al punto che i capelli restano in fase "anagen" (ovvero la fase di crescita) per un periodo più lungo rispetto al normale, mentre dopo il parto il livello di estrogeni cala rapidamente, generando così una fase di caduta (detta appunto telogen) che si definisce con l'alopecia postgravidica.

Essa non deve però affatto preoccupare, e, nel caso in cui il problema non si risolva spontaneamente nel giro di qualche settimana, può essere opportuna una visita dal dermatologo che stabilirà le eventuali carenze e le rispettive cure da seguire per ripristinare definitivamente ed in poco tempo la fase di crescita dei propri capelli.