La calvizie femminile

Nonostante la calvizie femminile possa sembrare molto meno diffusa o comune rispetto alla calvizie maschile, essa ha suscitato negli anni parecchio interesse in molti studiosi che hanno cercato di capire le cause ed i fattori che possono scatenare questa patologia ed individuare un percorso terapeutico e di cura adatto ed adeguato.

Lo stesso Ludwig nel 1977, dopo aver letto e studiato le scale di misurazione della calvizie ideate da Hamilton prima e Norwood dopo (rispettivamente nel 1950 e nel 1970), si rese conto che le metodologie fino a quel momento applicate nella misurazione dell'estensione della calvizie non erano del tutto adeguate a studiare e capire fino in fondo un problema così poco trattato ma comunque diffuso come l'alopecia androgenetica femminile.

Pertanto, su un campione di circa 500 donne, Ludwig nel 1977 ideò una terza scala di misurazione che comprendeva anche un particolare riferimento alla calvizie femminile e che era rappresentata con tre gradi in base alla progressione della patologia.

La calvizie femminile è spesso motivo di ansia e disagio in quanto le donne sono statisticamente molto più attente al lato estetico rispetto a quanto non lo siano gli uomini, ma le cure e le tecniche di riabilitazione esistono e ciò pertanto deve indurre a non spaventarsi di fronte ad una perdita più consistente dei propri capelli.

Bisogna inoltre tenere conto che, in condizioni normali e quindi non patologiche, i capelli possono cadere in determinati periodi dell'anno in maniera più consistente rispetto al normale, senza per questo motivo soffrire necessariamente di calvizie.