La calvizie: le scale di misurazione

Come più volte abbiamo spiegato, nonostante la calvizie sia un problema comune, esistono diverse forme di questa patologia che possono colpire allo stesso modo uomini e donne, giovani ed anziani, e per le quali si è rivelato molto utile riuscire a dare una definizione ed una classificazione al fine di trovare le cure più adatte ed adeguate alla situazione.

Infatti, per quanto le diverse terapie negli anni si siano perfezionate, può non essere utile affrontare allo stesso modo una alopecia post-gravidica (ovvero una forma di calvizie che colpisce le donne successivamente al parto) ed una alopecia traumatica (ovvero una forma che può essere successiva a traumi fisici e richiedere un trattamento differente): nel primo caso, infatti, si tratta di una tipologia di calvizie sostanzialmente reversibile, mentre nel secondo caso la progressione della patologia è molto più pericolosa ed in alcuni casi essa può diventare del tutto irreversibile se non adeguatamente trattata.

Per comprendere le differenze fisiche e morfologiche delle diverse patologie, studiosi e ricercatori si sono serviti nel corso degli anni di diverse metodologie di misurazione dell'estensione della calvizie, ovvero di diverse "scale di misurazione" che sono servite (e che servono tutt'ora) a stabilire una diagnosi più precisa dell'alopecia androgenetica.

Esistono perciò tre diverse scale di misurazione, che prendono il nome dei diversi studiosi che le hanno ideate: