Scale di misurazione: la scala Hamilton

Uno dei primi studiosi e scienziati ad occuparsi seriamente del problema della calvizie fu il dottor James B. Hamilton: a questo studioso si deve, infatti, la creazione della prima scala di misurazione relativa all'estensione della calvizie nell'uomo.

Hamilton pubblicò i suoi studi esattamente nel 1952, quando diede il nome alla cosiddetta "scala Hamilton", che ancora oggi è di grande interesse per gli studiosi che intendono classificare la maggior parte della calvizie negli uomini.

Come funziona la scala Hamilton?

Per creare questa scala, lo studioso prese dei gruppi di circa 214 donne e 312 uomini, studiando i quali riuscì ad identificare la calvizie ed a suddividerla in sette gruppi differenti e ben definiti.

Le classificazioni condotte da Hamilton sono basate, in particolare, sul diradamento dei capelli e sulla quantità di capelli che si dirada in maniera sempre più progressiva soprattutto nell'uomo: inoltre, esse prendono in considerazione anche le zone del cuoio capelluto che sono interessate da questa diradazione, e giungono così ad una classificazione strutturata e completa della calvizie comune.

Si parla ad esempio di modello I quando non vi è alcun diradamento dei capelli e pertanto il soggetto non soffre di calvizie, fino a giungere progressivamente al livello VII laddove invece il diradamento della zona fronto parietale e superiore è quasi totale.