Calvizie o Effluvium?

Quando si parla di calvizie viene subito in mente il problema di caduta o perdita di capelli di cui soffrono al giorno d'oggi moltissime persone tra anziani e giovani: tuttavia, si tende spesso a fare un po' di confusione tra la calvizie vera e propria - chiamata anche alopecia androgenetica, che è la più comune, ma con diverse ramificazioni a seconda del grado del problema o del fatto che sia reversibile o meno - e la semplice caduta di capelli stagionale o dovuta al normale ciclo di vita del capello.

Quando infatti parliamo di caduta di capelli, parliamo erroneamente di calvizie, in quanto il termine adatto per identificare la normale perdita dei capelli è "effluvium", o "effluvio": con il termine effluvium infatti si tende ad esprimere il problema di una anormale caduta dei capelli, che tuttavia può essere considerata nella norma se si tratta di una caduta "stagionale" (come può essere ad esempio la perdita di capelli autunnale, di cui tutti bene o male soffriamo).

In questo caso, quindi, e a differenza della calvizie vera e propria, la perdita dei capelli non è da considerarsi come un fatto anomalo ma identifica un normale ciclo esistenziale del capello che conosce tre fasi di vita dette rispettivamente anagen, catagen e telogen, ovvero la fase di crescita, involuzione e caduta.

Esistono tuttavia delle situazioni e dei casi in cui l'effluvium può indicare un inizio di calvizie e pertanto può essere definito anomalo: in questi casi, deve essere tempestiva una ricerca accurata delle cause che hanno prodotto la patologia e riconoscere preventivamente il problema della calvizie, al fine di produrre delle cure adeguate e tempestive.